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29 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 15:25

“Mi sono fatto un’idea, ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima”. Dal Portogallo anche José Mourinho è tornato sull’inchiesta arbitrale che scuote il calcio italiano, dove sono cinque gli indagati al momento: oltre agli ormai noti Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni – ormai ex designatore degli arbitri ed ex supervisore – sono infatti indagati anche gli addetti al var Luigi Nasca, Rodolfo Di Vuolo e Daniele Paterna. “In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco, però… speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri”, ha dichiarato l’allenatore del Benfica a Sport Mediaset.

Mourinho è stato infatti negli anni tra quelli che in Italia hanno spesso criticato il sistema arbitrale. Dal gesto delle manette in un Inter–Sampdoria del 2010 fino alla frase in una conferenza stampa quando era sulla panchina della Roma, tre anni fa: “Noi non abbiamo la forza di dire ‘questo arbitro non lo vogliamo’. Ci sono squadre che lo fanno, lo sappiamo tutti”, aveva denunciato l’allora tecnico giallorosso. Parole che oggi sembrano profetiche, se si considera che due dei tre episodi contestati a Gianluca Rocchi parlano proprio di decisioni su arbitri “graditi” o “poco graditi” all’Inter, che al momento non è indagata.