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Il circo mediatico non si ferma davanti ai drammi dei più deboli

E poi c'è lui. Il bambino malato la cui storia doveva restare lontano dai riflettori e che oggi è diventato il protagonista involontario di un caso di Stato. La grazia concessa a Nicole Minetti è motivata proprio dalla necessità di stare accanto al figlio adottivo. Ma la storia del piccolo e persino le sue condizioni di salute sono divenute oggetto di articoli e scontro politico, nonostante il bambino sia facilmente identificabile.

In base a quanto è stato possibile ricostruire finora, Nicole Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani incontrano il bambino - o almeno ne apprendono la storia - nell'ambito della attività umanitaria che Cipriani svolge nella sua tenuta chiamata Gin Tonic a Punta de l'Este, non lontano da Montevideo. È l'azienda che alcuni testimoni citati dal Fatto quotidiano dipingono come una sorta di casa di tolleranza. Ma a raccontare un'altra storia sono gli atti ufficiali dell'Inau, l'Instituto del nino y adolescente Uruguay: cioè dell'ente pubblico che si occupa della tutela dell'infanzia del paese. Un paese, va ricordato, tra i più ricchi del Sudamerica, con una storia di civiltà e di democrazia. Ad arrivare nella struttura di Cipriani sono bambini di cui l'Inau individua le situazioni di criticità e cui propone percorsi di assistenza. La collaborazione tra Inau e Cipriani-Minetti viene decisa dall'Istituto sulla base di analisi dettagliate sulla affidabilità della coppia e della struttura in cui ospitare i piccoli.