Dalla Colombia all’India, il destino degli ippopotami discendenti di Pablo Escobar è diventato un caso internazionale. Tra piani di abbattimento e proposte di salvataggio, si scontrano scienza, etica e politica. Una delle ipotesi vede scendere in campo un magnate indiano che trasferirebbe gli 80 esemplari nel Paese asiatico. Mentre il tempo stringe, il mondo osserva una decisione che potrebbe segnare la storia del benessere animale.

Una controversia che attraversa continenti

Nella calda e fertile valle del fiume Magdalena, in Colombia, il passato non smette di riaffiorare. Non sotto forma di memoria, ma di carne viva: sono gli ippopotami introdotti negli anni ’80 da Pablo Escobar, oggi diventati una popolazione fuori controllo.

Quelli che un tempo erano quattro esemplari esotici nel suo zoo privato sono diventati oltre 160, con stime che parlano di una crescita fino a 500 individui entro il 2030. Animali imponenti, territoriali, pericolosi. Ma anche, per molti, vittime inconsapevoli di errori umani.

Il governo colombiano ha deciso: abbatterne 80 per contenere l’emergenza. Una scelta che ha acceso una tempesta internazionale.