Un centro di ricerca che sia al tempo stesso laboratorio STEM e meta-museo, fisico e digitale, capace di raccogliere collezioni scientifiche e connettere i musei, rendendo più accessibile un sapere spesso nascosto, frammentato o poco organizzato.

L’idea nasce nel 2021, quando la Commissione per i Musei Naturalistici e i Musei della Scienza dell'Accademia Nazionale dei Lincei ha evidenziato la necessità culturale di un museo nazionale della scienza con sede a Roma. A cinque anni di distanza, per colmare una discontinuità sempre più evidente nella digitalizzazione delle conoscenze scientifiche, quell’ipotesi si è evoluta in un progetto più ambizioso e articolato: un Centro di Ricerca-Meta-Museo (CRMM) di riferimento per l’intero Paese, dedicato alla trasmissione del sapere scientifico.

In vista di questo obiettivo i Lincei hanno organizzato nella loro sede romana una giornata di studio e dibattito per proporre la creazione del CRMM. Ne abbiamo parlato con Carlo Di Castro, presidente della Commissione dei Lincei.

Professor Di Castro: perché questo centro è così importante per il nostro Paese?

"Quando sono stato nominato presidente della Commissione, ho riscontrato una certa carenza nelle modalità di rappresentazione dei reperti e nei processi di trasmissione della conoscenza scientifica. È apparso subito evidente il ritardo strutturale dell’Italia nell’accessibilità digitale e nella valorizzazione integrata delle collezioni scientifiche sparse sul territorio, spesso trascurate, abbandonate o difficili da consultare. Basti pensare ai musei, ai gabinetti scientifici, alle fonti di informazione scientifica: in Italia risultano spesso di difficile accesso, anche a causa della storica preponderanza della cultura umanistica. I rapporti OCSE-PISA hanno inoltre evidenziato una diffusione insufficiente della cultura scientifica e competenze limitate dei giovani in ambito matematico-scientifico. In questo contesto creare una rete dinamica e interconnessa di musei — insieme con un centro di ricerca e a un laboratorio STEM permanente dedicato all’innovazione museologica e ai contenuti formativi — capace di operare come un unico sistema informativo diventa fondamentale. Un simile sistema rappresenterebbe una risorsa irrinunciabile per costruire ponti tra passato, presente e futuri scenari: è importante offrire ai giovani un accesso più ampio ai dati scientifici, colmando lacune e riequilibrando il rapporto con la tradizione umanistica”.