Da metà aprile la Croazia è investita da un'ondata senza precedenti di false segnalazioni di ordigni esplosivi: scuole, asili nido, centri commerciali, redazioni giornalistiche, ospedali e uffici comunali hanno ricevuto centinaia di e-mail anonime con minacce di attentati.

Tutte le allerte si sono rivelate false, ma hanno costretto le autorità a evacuare decine di edifici e mobilitare sistematicamente unità di artificieri e forze dell'ordine, con conseguenze anche sul normale svolgimento delle attività didattiche nelle scuole.

Secondo una stima diffusa dai media croati, solo negli ultimi sette giorni sono arrivate oltre 500 segnalazioni, con picchi giornalieri di 130 allerte nelle sole aree di Zagabria, Dubrovnik e Fiume, in forma e-mail scritte in un croato grammaticalmente scorretto e inviate da indirizzi criptati.

Il ministro degli Interni, Davor Božinović, ha definito il fenomeno una forma di "guerra ibrida", inquadrandolo in un fenomeno analogo già registrato in Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Macedonia del Nord. "Tutte le segnalazioni finora si sono rivelate false, ma la polizia non abbasserà la guardia: ogni allerta va verificata", ha dichiarato il ministro, aggiungendo che le minacce provengono da indirizzi e server registrati all'estero, il che rende necessaria un'indagine internazionale. Božinović ha confermato il ricorso a mandati investigativi europei e la collaborazione con Europol e agenzie statunitensi.