BRENNERO (BOLZANO) Di là l’Austria, di qua l’Italia. Al valico del Brennero, dove l’A13 da Innsbruck diventa l’A22 per Verona, si compie un miracolo laico e beffardo: «Per imposizione delle mani, varcando la frontiera l’agroalimentare prodotto nel Nord o nell’Est Europa si trasforma in falso made in Italy per le nostre tavole», ironizza mestamente Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, osservando l’ennesimo Tir sottoposto ai controlli della Guardia di finanza, dell’Ispettorato repressione frodi e della Polizia di Stato. Circondato dai cartelli di costernazione dei 10.000 agricoltori, sciamati fin quassù da tutta la Penisola, il camion con targa della Lituania è arrivato da Rotterdam, trasportando 12.000 chili di fragole coltivate in Spagna e di cavoli raccolti in Cina, tutti destinati a Venezia. È un caso emblematico, però non è l’unico, né è il peggiore. Infatti a far piangere un allevatore di maiali del distretto di Parma, ma potrebbe essere anche di San Daniele del Friuli, è piuttosto il mezzo frigorifero tedesco in cui sono stipate 20 tonnellate di prosciutti provenienti dalla Danimarca e diretti in Emilia Romagna. «Basterà che i cosciotti vengano salati e pepati a Modena per essere venduti come italiani», mastica amaro Romano Magrini, capo area lavoro dell’associazione di categoria, alludendo alla falla nel codice doganale che apre la voragine dell’indignazione.