Bisogna scegliere se fidarsi di Dio, che "non viene a rubarci nulla", o dei "ladri", ovvero "coloro che, nonostante le apparenze, soffocano la nostra libertà o non ci rispettano nella nostra dignità" e soprattutto "quei ladri che, saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità".
Lo ha detto il Papa al Regina Coeli aggiungendo che ci tolgono qualcosa anche "convinzioni e pregiudizi" o "stili di vita superficiali o improntati al consumismo, che ci svuotano interiormente".
"Gesù non viene come un ladro a rubare la nostra vita e la nostra libertà - ha detto il Papa al Regina Coeli, che in questo periodo liturgico sostituisce l'Angelus -, ma a condurci nei giusti sentieri. Non viene a sequestrare o ingannare la nostra coscienza, ma a illuminarla con la luce della sua sapienza. Non viene come a inquinare le nostre gioie terrene, ma le apre a una felicità più piena e duratura. Chi si affida a Lui non ha nulla da temere: Egli non mortifica la nostra vita, ma viene per donarcela in abbondanza".
Il Papa, nell'omelia della messa a San Pietro nel corso della quale ordina nuovi sacerdoti della diocesi di Roma, chiede di non chiudere la porta della Chiesa e della salvezza agli altri: "Non nascondete mai questa porta santa, non bloccatela, non siate di impedimento a chi vuole entrare". "Oggi più che mai, specialmente dove i numeri sembrano delineare un distacco fra le persone e la Chiesa, tenete la porta aperta!", "voi siete un canale, non un filtro". "Sentitevi parte di questa umanità sofferente, che attende la vita in abbondanza", ha sottolineato Papa Leone XIV.






