Se ami camminare sulla battigia, con l’acqua che sfiora appena i piedi e la sabbia che cede morbida sotto il peso, c’è un pensiero che potrebbe cambiarti la prospettiva. Proprio lì vicino nascosto in pochi centimetri di sedimento umido, si muove un predatore paziente. Silenzioso. Metodico. E sorprendentemente spietato. Si chiama lumaca luna, Euspira catena, e anche se il suo aspetto è tutto fuorché minaccioso è un killer spietato e anche cannibale, che si ciba principalmente di altre lumache di mare, ma ama anche vongole, telline e altri bivalvi, di cui si nutre in modo alquanto insolito.
Un corpo sorprendente
Il suo guscio, quando capita tra le mani dei cercatori di conchiglie, è liscio, tondeggiante, quasi lucido. Sfuma nel rosa pallido, decorato da linee morbide e ondulate, come se fosse stato disegnato più per un cartone animato che per una scena di caccia. E quando è viva, la visione è ancora più surreale: sembra una piccola creatura che scivola sulla sabbia cavalcando un tappeto magico color cipria. Quel “tappeto” è il suo piede, un mantello carnoso che avvolge parzialmente il guscio e le permette di scavare e muoversi senza attrito. Ma sotto quell’estetica gentile si nasconde una tecnica di caccia che ha poco da invidiare a un film horror.






