"Il sindaco di Atene deve innanzitutto occuparsi della vita quotidiana dei residenti, della pulizia, della qualità della vita.

Le interviste rilasciate ai media stranieri con messaggi fuorvianti su Atene non tutelano la città.

Al contrario, ne minano l'immagine e danneggiano il turismo nella capitale". Così la ministra greca del Turismo, Olga Kefalogianni, ha commentato un'intervista del sindaco di Atene Haris Doukas, pubblicata sabato scorso dal Guardian, in cui il primo cittadino ha denunciato che la città rischia di trasformarsi in un "gigantesco albergo", e ha sollecitato nuove restrizioni per le attività turistiche nel quartiere storico di Plaka, a ridosso dell'Acropoli. "Atene è oggi una destinazione internazionale di primaria importanza", ha ricordato la ministra. "Il governo ha già adottato una serie di misure rigorose per gestire l'impatto del turismo", ha dichiarato, invitando il sindaco di Atene a non ricorrere a "scene di emergenza create ad arte" per la capitale, che l'anno scorso ha accolto 8 milioni di turisti. Il dibattito a distanza è alimentato da antagonismi politici: Doukas, ex professore di Politiche ambientali, è stato eletto due anni fa con il partito socialista del Pasok, la principale forza di opposizione all'attuale governo guidato dai conservatori di Nea Dimokratia.