In Puglia nel 2025 gli infortuni sul lavoro sono stati 20.210, stabili rispetto all'anno precedente, con una media di 55 denunce al giorno. Quelle con esito mortale sono state 58, in aumento di 14 unità rispetto al 2024. Un dato che fa della Puglia, se rapportato al numero di occupati, la quarta regione in Italia per incidenza di infortuni mortali. Nei primi due mesi del 2026, i report Inail segnalano già 4.321 denunce di infortunio (quasi 100 in più rispetto allo scorso anno) e 6 morti.
Incidenti sul lavoro in poche ore in Puglia, gravi due operai precipitati a Molfetta e Putignano
di Erika Cuscito
Sono alcuni dei dati forniti dalla Cgil Puglia in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro che si celebra domani. Lo slogan scelto quest'anno dalla Cgil è "Non è fatalità. È il sistema che va cambiato. La vita e la salute, fisica e mentale, delle lavoratrici e dei lavoratori va messa al centro. Basta precarietà, appalti selvaggi e scarsi investimenti. Le persone sono il valore".
"Parlare di fatalità o di emergenza è un approccio che prova a mascherare un fenomeno oramai strutturale e drammatico qual è quello degli infortuni sul lavoro. Anche nel 2025 nel Paese si è superata la soglia dei mille morti, un dato spaventoso che dovrebbe spingere politica, istituzioni e imprese a considerare il tema una priorità", afferma la segretaria regionale della Cgil Puglia, Filomena Principale. "Serve evidentemente un lavoro culturale e formativo sui conduttori d'impresa, – continua – su chi considera ancora la sicurezza un costo e non una forma di tutela della vita e della salute del proprio dipendente. Serve formare i lavoratori e le lavoratrici".







