Se c’è una gara a chi produrrà il primo film interamente creato con l’Intelligenza Artificiale, pare che Bollywood la stia per vincere. Si intitola “Maharaja in denims” e, se tutto va bene, dovrebbe uscire in India tra pochi mesi. Se tutto va bene. Perché a quanto pare una delle motivazioni di un ritardo d’uscita oramai dilatato oltre l’anno, l’anno e mezzo, pare essere che le tecnologie IA si superano talmente tanto l’una rispetto all’altra, anche giorno per giorno, che “Maharaja in denims” viene continuamente ritoccato, riconfigurato, “rigirato”.
Già perché questa produzione indiana è priva di cast artistico e tecnico: non ci sono attori, non ci sono maestranze, nemmeno uno scenografo, un costumista, un truccatore, e manca pure il set. Nel caso specifico tutto il classico apparato produttivo industriale del cinema è stato sostituito e ricostruito dai, e con, programmi di AI. Eccezion fatta, mica è cosa da poco, dalla colonna sonora che includerà musica tradizionale, con una canzone principale interpretata dal cantante indiano Sukhwinder Singh, potente voce del brano “Jai Ho” che trascinò “The millionaire” di Danny Boyle all’Oscar.
“Maharaja in denims”, inoltre, è tratto dall’omonimo romanzo di successo del 2014 di Khushwant Singh che a sua volta è diventato produttore esecutivo dell’operazione trasposizione cinematografica in AI. Insomma, per diventare il primo film “interamente” composto in AI siamo un po’ lontanini, in quanto script e musica sono del tutto umane. Anzi, il plot creato con facoltà umane del romanzo scritto da Sukhwinder Singh è la storia di un adolescente convinto di essere la reincarnazione di Maharaja Ranjit Singh, il leggendario fondatore dell’Impero Sikh nel XIX secolo, che finisce vittima delle rivolte anti-Sikh del 1984.






