Dopo le elezioni, almeni tre membri della cerchia ristretta di Viktor Orban hanno iniziato a trasferire i propri beni all'estero.

Le ricchezze vengono spostate in paesi del Medio Oriente - Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti - mentre altri hanno messo gli occhi su Australia e Singapore.

Lo scrive il Guardian che cita fonti di Fidesz, il partito dello sconfitto autocrate ungherese. Secondo quanto riferito al Guardian da alcune fonti, jet privati carichi dei beni accumulati durante i 16 anni di governo di Orbán sarebbero decollati con regolarità da Vienna, mentre altri individui si affretterebbero a investire i propri patrimoni all'estero. Nel frattempo, figure di spicco vicine a Orbán starebbero valutando la possibilità di ottenere un visto per gli Stati Uniti, nella speranza di trovare lavoro presso istituzioni legate al partito Maga. È uno spaccato dello sconvolgimento che ha travolto l'Ungheria mentre si prepara a voltare pagina rispetto al governo di Orbán dopo la vittoria di Peter Magyar.

Da quando è salito al potere nel 2010, una ristretta cerchia di collaboratori vicini al leader e al suo partito Fidesz ha accumulato immense fortune, in parte grazie al crescente controllo sull'economia del paese e agli appalti per infrastrutture pubbliche finanziati dall'Ue.