"Sarebbe scandaloso se non continuassimo a impegnarci per superare le nostre divergenze, per quanto insanabili possano apparire".

Lo ha detto papa Leone nel suo discorso rivolto all'arcivescova di Canterbury, Sarah Mullaly, primate della chiesa anglicana oggi per la prima volta in visita in Vaticano.

Leone ha ripreso la storica "Dichiarazione comune" del 1966 "quando l'arcivescovo Michael Ramsey e San Paolo VI annunciarono il primo dialogo teologico tra anglicani e cattolici" per cercare il "ristabilimento della piena comunione nella fede e nella vita sacramentale, "certamente un cammino ecumenico complesso".

"Nel mondo di oggi, siamo chiamati a vivere e predicare il Vangelo con rinnovata chiarezza. Di fronte a una violenza disumana, a profonde divisioni e a rapidi cambiamenti sociali", "dobbiamo lavorare insieme per il bene comune, costruendo sempre ponti, mai muri" e avendo a mente che "i più poveri tra noi sono i più vicini al cuore di Dio", "Lei ha parlato con forza delle molte ingiustizie del mondo di oggi, ma ha parlato con ancora maggiore forza di speranza". È il cuore del discorso rivolto dalla primate anglicana, l'arcivescova di Canterbury Sarah Mullaly oggi in Vaticano nel suo primo incontro con papa Leone.