Roma, 27 apr. (askanews) – “Se vogliono trattare, possono venire da noi o possono chiamarci. Sa, esiste il telefono. Abbiamo belle linee sicure”: lo ha detto il presidente americano Donald Trump, commentando lo stallo nei negoziati con Teheran dopo l’annullamento della missione a Islamabad dell’inviato Steve Witkoff assieme a Jared Kushner, il genero del presidente diventato mediatore per i conflitti internazionali in corso.

“Sanno cosa deve esserci nell’accordo. È molto semplice: non possono avere l’arma nucleare, altrimenti non c’è motivo di incontrarsi”, ha aggiunto Trump, intervenendo su Fox News nel programma “The Sunday Briefing”. In un’altra intervista, al programma “60 Minutes” di Cbs News, Trump è tornato sul tentato attacco alla cena con la stampa accreditata alla Casa Bianca. “La ragione per cui hai gente così è che hai persone dei ‘no kings’. Io non sono un re. Se fossi un re, non mi troverei qui a parlare con voi”, ha dichiarato.

Lo stallo diplomatico ha fatto salire i prezzi del petrolio e fatto invece scendere i futures sulle borse americane nelle prime contrattazioni asiatiche. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transitava sino al conflitto iniziato il 28 febbraio un quinto delle forniture mondiali di petrolio, rimane di fatto bloccato. Teheran ha in gran parte chiuso il passaggio mentre Washington ha imposto un blocco navale ai porti iraniani.