“Ho visto l’oscurità del mondo, la stupidità, la cattiveria. A volte sono triste come non lo sono mai stata”. Inizia con un’ammissione di profonda e inedita vulnerabilità l’intervista rilasciata da Brigitte Macron a La Tribune. Un colloquio raro, privo della consueta diplomazia istituzionale, in cui la première dame traccia il bilancio personale di quasi un decennio vissuto all’ombra dell’Eliseo, palazzo che lascerà definitivamente nel 2027 al termine del secondo mandato del marito Emmanuel.

Oggi 73enne, l’ex insegnante di francese che conobbe l’attuale presidente (48 anni) tenendo un corso di teatro nel suo liceo, fotografa la rottura netta con il proprio passato, ammettendo un malessere psicologico figlio dell’esposizione globale. “Prima avevo una vita normale, dei figli, un lavoro, alti e bassi, come tutti. Qui, questi dieci anni sono passati così in fretta… Sono stati così intensi. A volte mi è difficile vedere il cielo blu. Ho momenti di pessimismo che prima non avevo”.

Il diario segreto e il ritorno in cattedra con LVMH

Per sopravvivere a questa pressione, Brigitte Macron ha sviluppato un meccanismo di difesa molto intimo: un diario segreto che non ha mai mostrato a nessuno. Mettere per iscritto i propri pensieri, confessa, l’ha aiutata “molto”. Un consiglio che oggi dispensa anche ai suoi nuovi studenti. Nonostante gli impegni di Stato, infatti, la première dame è tornata a fare la professoressa, spinta da un’iniziativa del patron di LVMH. Pochi mesi dopo l’elezione di Macron, il miliardario Bernard Arnault le chiese un incontro privato, esordendo con una frase netta: “Brigitte, qui c’è una falla nel sistema” (un trou dans la raquette, nell’espressione originale). Arnault voleva creare delle “scuole della seconda opportunità” per disoccupati over 25, finanziandole integralmente ma pretendendo che fosse lei a presiederle. “Bernard non ci ha lasciato scelta”, ricorda ridendo la première dame, rievocando il momento in cui le venne presentato Olivier Théophile, attuale direttore generale dell’Institut des vocations pour l’emploi (Live).