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Quella mamma ha dato la vita a suo figlio due volte: qualche giorno prima quando lo ha partorito e domenica quando lo ha posto nella mani della società per dargli quanto lei non si riteneva in grado di garantirgli

Domenica scorsa, nella mia città di Bergamo, è stato lasciato un neonato nella «Culla per la vita», una struttura realizzata per permettere alle donne in difficoltà di lasciare, totalmente protetti, i neonati, nel pieno rispetto della sicurezza del bambino e della privacy di chi lo deposita. Sul territorio nazionale ce ne sono circa 60. Dotata di riscaldamento e di comfort, oltre che di sensori di allarme 24 ore su 24, garantisce immediato soccorso. A Bergamo è presente dal 2007, per iniziativa dell'Associazione Italiana Donne Medico, in collaborazione con il Comune, la Diocesi, il Centro di aiuto alla vita. Venne collocata presso il Monastero delle Suore Domenicane di clausura, Matris Domini. Nel 2019 è stata traslata presso la sede della Croce Rossa in contatto diretto con il vicino nuovo Ospedale Papa Giovanni. Il luogo è in grado di assicurare la massima riservatezza, in quanto non ci sono telecamere esterne, ma solo una interna che, puntando sulla culla non inquadra il genitore.