Un vero e proprio incubo fatto di minacce di morte, fughe in hotel e sorveglianza armata: è lo scenario emerso dalle indagini della procura di Cassino che ha portato, nella giornata del 24 aprile, all'arresto di un ex collaboratore dell'avvocato Gabriele Picano. Il professionista, noto penalista e dirigente provinciale di Fratelli d'Italia il figlio dell'ex sottosegretario all'interno Angelo Picano, è stato vittima di un tentativo di estorsione che lo ha costretto per giorni a vivere sotto scorta privata nel timore per la propria incolumità e quella dei propri familiari.
La vicenda, culminata nell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico, ha visto l'indagato passare dalle intimidazioni a una richiesta economica esplicita e brutale: 50 mila euro da versare immediatamente per evitare ritorsioni letali. "Ti uccido, ammazzo te e la tua famiglia", sarebbe stato il tenore delle minacce che hanno spinto Picano a una scelta drastica: abbandonare la propria casa per rifugiarsi in un albergo, disponendo nel contempo un presidio di vigilanza armata davanti alla propria abitazione per proteggere i propri cari. Nonostante il soggetto fosse già destinatario di un divieto di avvicinamento, la sua aggressività non si è placata. Le informative depositate dal commissariato di polizia di Cassino tra il 21 e il 23 aprile hanno documentato violazioni continue e consapevoli delle prescrizioni giudiziarie, con contatti reiterati carichi di odio e violenza. Un'escalation che ha spinto il pm a richiedere d'urgenza un aggravamento della misura. Il gip ha così disposto la misura degli arresti domiciliari presso l'abitazione dell'uomo a Pignataro Interamna. L'indagato, che ha prestato il consenso all'uso dei dispositivi tecnologici, sarà monitorato h24 dal braccialetto elettronico e dal presidio antistalking, con il tassativo divieto di avere qualsiasi forma di contatto con l'avvocato Picano.






