Il blitz, spray al peperoncino in pugno, è fulmineo. «Fuori i fascisti dal corteo!». I radicali, che sventolano bandiere dell’Ucraina a Porta San Paolo a Roma pronti per il corteo del 25 Aprile, vengono accerchiati e aggrediti. I vessilli presi e strappati. Matteo Hallissey, il presidente di +Europa, si porta le mani sul volto: non vede più nulla. L’ambulanza lo trasporta al pronto soccorso oftlamico e il responso è netto: abrasione alla cornea. Poteva lasciarci un occhio, in piazza, per mano dei comunisti di Cambiare Rotta e di Potere al Popolo rimasti ai tempi di Stalin e dell’Unione Sovietica («Kiev? Un regime nazigolpista»). Gli stessi violenti che la sinistra ha troppo spesso giustificato e tollerato nelle università e nelle strade. Purtroppo, il conto da pagare arriva sempre. «In una festa come quella della Liberazione è inammissibile ci sia spazio per questi gruppi violenti e incapace di tollerare la diversità in una piazza che dovrebbe essere inclusiva e aperta, nel ricordo dei partigiani e a sostegno di tutti i popoli che ancora oggi si difendono», spiega Hallissey. «Chiediamo a tutti i gruppi democratici, progressisti che oggi hanno sfilato nei vari cortei di prendere le distanze da questo gruppo di violenti che rischiano di rovinare delle giornate così importanti», aggiunge.