Sabato alle 18 le rossoblù si giocano il tutto per tutto nella sfida contro la seconda in classifica
Genova – Ultime chiamate per la Serie A. Domani alle 18 il Genoa Women ospita l’Inter alla Sciorba. Le ragazze rossoblù sono chiamate a fare punti per mantenere vivo il sogno salvezza. Ultimo a quota 9, il Genoa è a – 4 dalla coppia Ternana-Sassuolo. L’impresa s’annuncia disperata perché alla fine della stagione mancano solo 4 partite e la prima è contro l’Inter seconda in classifica. Il brutto ko di Napoli ha smorzato gli entusiasmi dopo i due pareggi contro Juve e Parma che avevano fatto sperare in una ripresa delle Grifonesse.
La stagione finora è stata costellata di errori e occasioni mancate. Purtroppo anche gli innesti del mercato invernale si sono rivelati abbastanza deludenti. Giunti a questo punto, serve uno scatto d’orgoglio, dando anche un occhio alle rivali. Domani sono in programma Ternana-Fiorentina e Lazio-Sassuolo. Logico che ci si aspetti qualche risultato favorevole anche da lì, visto che nel turno successivo le Women faranno visita proprio al Sassuolo. Ma prima c’è l’ostacolo Inter.
Per il tecnico rossoblù Sebastian De La Fuente sarà un derby in famiglia, essendo cognato del vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti: «Contro il Napoli abbiamo avuto la stessa aggressività difensiva che abbiamo avuto in altre partite, ma dopo 5 minuti per qualche errore eravamo sotto 1-0 e sicuramente è cambiato il tipo di partita. Abbiamo avuto la possibilità di pareggiare e anche sul 2-0 potevamo accorciare – spiega il tecnico rossoblù - Sappiamo che siamo in una situazione difficile ma stiamo “martellando la pietra”, stiamo lavorando tutti i giorni per migliorare questa situazione. Sappiamo che l’Inter è una squadra forte ma guardiamo a noi e a cosa possiamo fare bene. Sappiamo che abbiamo 12 punti in gioco e dobbiamo cercare di fare più punti possibili per arrivare alla salvezza, più punti riusciremo a fare e più possibilità avremo di salvarci. Sicuramente ci crediamo ancora, ci crediamo tutti e lavoriamo per quello tutti i giorni. Per due settimane non abbiamo avuto sette ragazze della nazionale, gli acciacchi che ci sono stati li abbiamo gestiti e abbiamo lavorato con equilibrio per avere le ragazze disponibili».






