Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 14:45

C’è un indirizzo a Parigi, 28 rue Vineuse, nel XVI arrondissement, a due passi dal Trocadero, che racconta le contraddizioni di una delle icone del cinema francese. È la sede della Fondation Brigitte Bardot (FBB) che l’attrice, scomparsa il 28 dicembre 2025 a 91 anni, creò nel 1986 per difendere la causa del benessere animale e che torna sotto i riflettori oggi con un’inchiesta pubblicata da Libération. Al centro i legami che Brigitte Bardot strinse con Frédéric Chatillon, storico leader del movimento neofascista GUD (Gruppo di Unione e difesa), amico di lunga data e consigliere di Marine Le Pen.

Chatillon, che tramite la sua agenzia di comunicazione, Riwal, ha curato per anni le campagne promozionali del Front National (FN), il partito di estrema destra fondato da Jean-Marie Le Pen, oggi Rassemblement National (RN), è stato condannato in via definitiva nel 2024 per frode e abuso di beni sociali per aver gestito finanziamenti illegali al FN. Fin dagli anni ’90, scrive Libération, Riwal ha coordinato anche una parte significativa delle attività della FBB: dalla realizzazione della rivista trimestrale (40.000 copie) alle campagne pubblicitarie, come quella contro la pelliccia, fino alla gestione del sito web e dei social, e l’organizzazione delle operazioni di colletta fonti: “Nel corso degli anni – scrive Libération -, le prestazioni pagate dalla fondazione alla nebulosa Chatillon si sono moltiplicate e diversificate”. Il giornale, che ha potuto consultare i conti di bilancio della FBB, sostiene che “le somme incassate ogni anno dagli amici di Chatillon ammontano a diverse centinaia di migliaia di euro. Ai contratti regolari – si legge ancora nell’inchiesta pubblicata oggi –, si aggiungono poi fatture una tantum, convalidate dai servizi al di fuori di qualsiasi quadro contrattuale precedente, ma saldate immediatamente”.