Una scena che racconta ormai di come il contrasto all’odio antiebraico sia divenuto un tabù o una questione da affrontare con meri comunicati di solidarietà. Come quelli letti poco prima della votazione, in quella stessa aula, per condannare l’aggressione a sfondo antisemita avvenuta nel quartiere Marconi di Roma da parte di due nordafricani contro un 62enne che indossava la Kippah. Una solidarietà da non lasciare vacante, ma da cui ripartire per ripensare al cittadino ebreo «nel suo valore culturale, fatto di persone che hanno contribuito alla storia delle istituzioni italiane». Quindi non più solamente come «vittima della Shoah» oppure, come avvenuto più volte, come estensione del governo di Israele.
Osservatorio antisemitismo bocciato, manca un voto del Pd. Di Segni: "Dovrebbe essere una priorità"
Sono passati pochi giorni da quando la consigliera dell’XI municipio di Roma, Fabiana Di Segni, ha raccontato fra le colonne del nostro giornale...







