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Ultimo aggiornamento: 6:12

di Irene Crocetti e Alessia Gjuzi

Sabato 25 aprile si celebra la Giornata Mondiale della malaria, che ci ricorda quanto ci sia ancora da fare. La malaria potrebbe non essere così lontana come pensiamo. Questa giornata ci invita a riflettere, informarci e chiedere un impegno concreto: sostenere programmi di prevenzione e ricerca significa proteggerci tutti, qui e ora. Per anni (anzi, per decenni) ci siamo convinti che la malattia fosse un problema lontano, confinato ad altri continenti. Una malattia “degli altri”; ma oggi questa narrazione non regge più.

Fino alla metà del Novecento risultava endemica anche in Italia, soprattutto nelle zone costiere, ma è stata eradicata ufficialmente nel 1970. Da allora i casi sono rari, ma non assenti: episodi sporadici di malaria non importata continuano a verificarsi, come quello registrato in Puglia nel 2017. La recente identificazione in Italia della zanzara Anopheles sacharovi, ritenuta scomparsa da oltre mezzo secolo, insieme alla presenza documentata di altre specie vettori, impone un cambio di prospettiva. Non è un allarme immediato, ma un segnale chiaro: è un tema che riguarda anche l’Europa e quindi, potenzialmente, il nostro Paese.