C’è un’immagine che circola da gennaio, dallo stand ASUS al CES 2026 di Las Vegas: Ludens, la mascotte bianca col teschio inciso nell’elmo, stampata a grandezza naturale su un tappetino da novanta centimetri di larghezza. Intorno, in vetrina, un tablet, un mouse e un paio di cuffie, tutti in una livrea che sembra uscita da una tavola di Yoji Shinkawa più che da un listino di periferiche. È l’oggetto del contendere: la collaborazione fra ASUS Republic of Gamers e Kojima Productions, annunciata al CES e arrivata sugli scaffali italiani tra febbraio e marzo. Il fatto che una notizia su un mouse e un mousepad abbia fatto il giro degli appassionati in poche ore dice già qualcosa.

Dice, intanto, che Hideo Kojima ha imparato a trattare il suo studio come un brand culturale prima ancora che come uno sviluppatore di videogiochi. E dice che ASUS, con la sua linea gaming più premium, aveva bisogno esattamente di questo: un’aura. Il motto ROG è “For Those Who Dare”; quello di Kojima Productions è “From Sapiens to Ludens”. La somma, stampata sulle confezioni, è “For Ludens Who Dare”. Marketing, sì, ma con un’idea dietro: l’essere umano non solo pensa, gioca. E se gioca, ha bisogno di attrezzi che abbiano un carattere.