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Ultimo aggiornamento: 17:39

L’aeroporto di Milano Malpensa potrà restare, per ora, intitolato a Silvio Berlusconi. La prima sezione del Tar Lombardia, presidente Antonio Vinciguerra, ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Milano e dai Comuni di Cardano al Campo, Somma Lombardo e Samarate (Varese) contro l’intitolazione dello scalo all’ex leader di Forza Italia.

I Comuni avevano provato a impugnare l’ordinanza dell’11 luglio 2024, con cui, dopo un iter iniziato nel 2023 con un ordine del giorno del Consiglio regionale lombardo e proseguito alla presidenza del Consiglio e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il dirigente dell’Enac competente per la Direzione territoriale di Milano Malpensa, aveva disposto l’intitolazione dello scalo “alla memoria del Presidente Silvio Berlusconi”.

La notizia aveva indignato e alcuni comuni, tra cui Milano, avevano presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale. Secondo i giudici amministrativi però il ricorso è infondato in quanto “non può essere riconosciuta in capo ai Comuni limitrofi ricorrenti alcuna competenza in ordine all’intitolazione dello scalo aeroportuale di Malpensa in forza dell’invocato potere di toponomastica“. L’infrastruttura infatti “appartiene allo Stato” e ha quindi una funzione “ontologicamente ‘extralocale'”. Per quanto riguarda in particolare il Comune di Milano, i giudici della prima sezione del Tar Lombardia sottolineano che “manca un collegamento diretto tra il territorio del Comune di Milano e l’efficacia spaziale del provvedimento”. L’aeroporto di Malpensa, spiegano infatti i giudici, “non insiste nel territorio del Comune di Milano né tantomeno nel territorio della provincia di Milano, dal momento che l’infrastruttura è posta interamente nel territorio della provincia di Varese”. Da qui l’inammissibilità dell’impugnativa del Comune di Milano.