Un mercato potenzialmente enorme, stimato intorno ai 68 miliardi di euro, ma destinato a superare i 110 miliardi nel prossimo decennio, secondo le previsioni di Global Market Insight.

Il segmento del «furniture contract» (termine che assume diverse accezioni, ma che qui usiamo come sinonimo di grandi progetti di pregio) rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane dell’arredamento ed è in effetti quello che è cresciuto di più negli ultimi due anni, sostenendo di fatto lo sviluppo dell’industria del mobile made in Italy in una fase che ha visto, viceversa, il rallentamento delle vendite retail.

Lo conferma quello che sta accadendo nei Paesi del Golfo dove, anche dopo lo scoppio della guerra in iran, i grandi progetti legati al real estate non hanno subito alcuno stop e, di conseguenza, gli ordini per le aziende dell’arredo stanno continuando ad arrivare, mentre le vendite nei negozi (in particolare nelle aree più vicine al conflitto) registrano un’ulteriore frenata.

Non sorprende dunque che il Salone del Mobile - da sempre interprete delle principali evoluzioni del mercato e strumento per accompagnare le imprese a coglierne le opportunità - abbia deciso di dedicare uno spazio espositivo a questo mondo, affidando allo studio OMA di Rem Koolhaas e David Gianotten la progettazione del nuovo Salone Contract che debutterà nel 2027, ma che già ieri ha visto un suo primo lancio all’interno della fiera in corso a Rho fino a domenica, con un Forum in cui imprese e operatori si sono confrontati sulle opportunità e le caratteristiche distintive di questo settore e durante il quale è stato presentato il masterplan della nuova manifestazione.