APalazzo Chigi avevano letto con «grande stupore e un po’ di amarezza» la mail inviata da Pietro Mattei lo scorso 27 marzo, con la quale il nipote del fondatore dell’Eni ed erede unico della moglie, diffida il governo dall’utilizzo del cognome dello zio per il Piano strategico per l’Africa, cuore della politica internazionale di Giorgia Meloni.
Gli eredi Mattei a Palazzo Chigi: “Via il nostro nome dal piano Africa”
La lettera è rimasta nel computer della presidenza del Consiglio, nel silenzio generale, fino a ieri, quando La Stampa l’ha pubblicata, rivelando le intenzioni dell’erede dell’ingegnere morto in un misterioso incidente aereo nel 1962. Il clamore suscitato dalla notizia ha infastidito non poco Meloni e il suo staff, perché ha offerto al leader del M5S Giuseppe Conte l’occasione di attaccare il governo, in un momento in cui la premier è alle prese con il pasticcio del decreto Sicurezza, la bocciatura europea sul deficit e la preparazione del viaggio a Cipro, al vertice informale dei leader Ue dove da questa sera sarà impegnata a negoziare sulle regole di bilancio per il prossimo Quadro pluriennale. A Palazzo Chigi c’è poca voglia di alimentare la polemica. E così, a precisa richiesta de La Stampa, si preferisce evitare una risposta ufficiale, ma più informalmente fonti vicine alla premier non si sottraggono per un commento. «Il Piano Mattei è in linea con il pensiero e lo spirito di Enrico Mattei, sfidiamo chiunque a dire il contrario». Ieri i collaboratori di Meloni, per ovvi motivi, hanno letto con molta più attenzione i singoli passaggi della lettera di Pietro Mattei. «Scrive che lo zio promosse una politica estera fondata sul rispetto reciproco dei Paesi con cui collaborava? Il governo parla costantemente di approccio paritetico e non predatorio. Scrive che selezionava i giovani locali per formarli nelle scuole dell’Eni per poi rimandarli nei loro Paesi? Una delle linee guida del Piano è la formazione. L’attenzione alla crescita di quei Paesi è esattamente quello che stiamo perseguendo da due anni a questa parte. Come la mettiamo che in Algeria, dove Enrico Mattei è un eroe nazionale, sono così entusiasti?». Il Piano, che è coordinato da una struttura guidata dal consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio si basa, spiegano da Palazzo Chigi, sulla reciprocità e la condivisione dei progetti. Il filone energetico è uno tra i tanti e l’esempio che fanno è il co-finanziamento con la Banca Mondiale di 100 milioni di euro in Mozambico e altri 100 in Tanzania per portare l’elettricità dove ancora non arriva. Il governo rivendica pure gli investimenti agricoli. Ieri anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha voluto replicare al nipote del grande imprenditore. A suo avviso non c’è alcuna titolarità da rivendicare sul nome: «Credo che Mattei sia un personaggio che sta nella storia dell’umanità, una persona che ha dimostrato di capire come lo sviluppo sostenibile tra Asia, Europa e Africa potesse incanalarsi».






