Qualcuno ha già disegnato una bandiera (verde-oro), mentre l'inno nazionale l'ha fatto comporre dall'IA.
Il territorio è noto - 80 chilometri per 65 nell'Ucraina orientale.
Il nome finora nessuno l'ha messo per iscritto, ma già lo usano tutti: benvenuti in 'Donnyland', cioè in quel pezzo di Donbass conteso dalla Russia che i negoziatori di Kiev stanno pensando di intitolare al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per ingraziarselo e spingerlo così a tenere quel pezzo di terra di confine al sicuro dalle mani russe.
Potrebbe sembrare quantomeno straniante dare un nome da luna park a una desolata striscia di territorio dell'Est europeo punteggiata dalle macerie di quattro anni di guerra, dove non resta altro che una miniera di carbone e alcuni sparuti negozietti che vendono ai soldati palloncini per le fidanzate in visita. Ma tant'è: l'idea di ribattezzarla allegramente Donnyland, partita a quanto pare come una boutade, esiste eccome e la diplomazia ucraina ci sta pensando davvero. Se Parigi val bene una Messa, avranno pensato, figuriamoci una piccola bizzarria toponomastica in cambio della fine della guerra. Tanto più che tra 'Donbass' e 'Donnyland' il passo è breve e l'assonanza c'è.






