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Operatrice in una Rsa, descritta come una donna riservata e molto religiosa, Anna Democrito soffriva di lievi disturbi psicologici, ma chi la conosceva non avrebbe mai immaginato un epilogo simile
Si chiamava Anna Democrito, aveva 46 anni ed era un’operatrice socio-sanitaria presso la Rsa per anziani “Monsignor Apa” di Catanzaro. Viveva con il marito e i suoi tre figli in un quartiere residenziale non lontano dal centro, una zona tranquilla, legata alla vita di parrocchia e lontana da contesti di degrado. Nella notte si è alzata mentre il marito dormiva, ha preso i bambini ancora addormentati e li ha vestiti con abiti eleganti, quelli delle occasioni speciali, come la prima comunione. Poi li ha portati sul balcone al terzo piano e si è lanciata con loro nel vuoto. Quando i soccorritori sono arrivati, stringeva ancora tra le mani un rosario. Due dei figli, un neonato di appena 4 mesi e una bambina di 4 anni, sono morti. La terza, di 6 anni, è ricoverata in condizioni gravissime. Sull’asfalto ora rimane solo un ciuccio rosso, con ogni probabilità appartenente al bambino più piccolo, di soli quattro mesi







