Una cellula terroristica legata all’Iran che stava progettando attentati terroristici contro obiettivi israeliani in Azerbaigian è stata smantellata alcuni giorni fa dal servizio di sicurezza statale azerbaigiano in collaborazione con le agenzie d’intelligence israeliane Mossad e Shin Bet. Tra gli obiettivi del gruppo c’erano l’ambasciata israeliana e la sinagoga centrale di Baku, la capitale del Paese, ma anche l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, che attraversa Georgia e Turchia e che trasporta circa un terzo del petrolio importato da Israele.
Ma la notizia interessa, e molto, anche l’Italia, perché l'Azerbaigian è il secondo fornitore di greggio del nostro Paese, dopo la Libia. E gran parte di quel greggio arriva alle navi nel porto mediterraneo di Ceyhan attraverso l’infrastruttura che la cellula terroristica iraniana intendeva sabotare. Proprio in considerazione dell’attuale blocco dello Stretto di Hormuz, che rende le importazioni di greggio da Baku ancor più preziose, tra meno di due settimane la premier Giorgia Meloni ha annunciato che si recherà in Azerbaigian, a seguito del vertice Unione europea-Armenia che si terrà a Erevan il 4 e 5 maggio prossimi. Inaugurato nel 2008 dopo cinque anni di lavori, l’oleodotto ha una lunghezza di 1.770km, 440 dei quali in Azerbaigian, 260 in Georgia e 1.070 in Turchia.






