La Virginia approva la ridefinizione dei collegi elettorali statali, assestando un colpo a Donald Trump, che si era speso per il No. La nuova mappa dei distretti per il Congresso statale dà ai democratici un vantaggio in dieci degli 11 seggi dello Stato: la ridefinizione potrebbe portare i democratici a guadagnare 4 seggi alla Camera Usa, il cui controllo repubblicano è sempre più precario.
I democratici consolidano gli effetti della vittoria schiacciante nelle elezioni del 2025 che hanno portato all'elezione di slancio di Abigail Spanberger alla carica di governatrice in uno Stato dai colori politici piuttosto sfumati: un 'purple State', un mix del blu democratico e del rosso repubblicano.
La riforma, sottoposta a referendum, è quindi passata a dispetto dell'ultimo e disperato appello di Trump lanciato agli elettori affinché bocciassero la proposta per ridisegnare i distretti elettorali a favore dei democratici. "Virginia, vota no per salvare il Paese", ha scritto il tycoon sul suo social Truth a lettere tutte maiuscole. Trump in precedenza aveva sostenuto in vari Stati controllati dai repubblicani, come il Texas, la ridefinizione dei collegi a favore del Grand Old Party.
I democratici hanno iniziato i festeggiamenti, contestualmente all'arrivo di dati sempre più favorevoli. Don Scott, speaker della Camera dei Delegati dello Stato, ha rimarcato in una nota che "la Virginia ha appena cambiato la traiettoria delle elezioni di metà mandato del 2026". Mentre molti s'aspettavano che i democratici "si piegassero e facessero i morti, abbiamo fatto l'esatto opposto - ha rincarato Hakeem Jeffries, leader democratico alla Camera Usa in rappresentanza di New York - I democratici non hanno fatto un passo indietro. Abbiamo reagito. Quando loro scendono in basso, noi colpiamo duro".










