Ha ucciso il figlio con tre colpi d'ascia nel garage di casa a Vasto non solo perché il ragazzo fosse "violento", ma perché "non lavorava". "Ho fatto una stupidaggine", si dispera oggi Antonio Sciorilli, reo-confesso che in carcere "alterna momenti di lucidità a sconforto totale assoluto".
A sottolinearlo, intervistata dall'agenzia Ansa, è la Garante dei detenuti dell'Abruzzo, Monia Scalera: la "tragedia, immane, incommensurabile", è avvenuta al termina dell'ennesima lite in famiglia. Il padre ora è sorvegliato a vista: "Abbiamo parlato a lungo, circa due ore - sottolinea la garante -. Abbiamo parlato di tutto. Siamo di fronte al tragico epilogo di una lunga storia che va avanti da tempo. Ovviamente, saranno le indagini a chiarire questi aspetti. Io mi sono sincerata di dove fosse collocato e di come stesse. Alterna momenti di tranquillità a momenti in cui piange e crolla, quando si riferisce al figlio e ripensa all'accaduto. Al momento è in un locale generalmente usato per l'isolamento, controllato a vista h24 dal personale della struttura. Ha già parlato con lo psicologo, con il funzionario giuridico pedagogico. Insomma - conclude Scalera - sono già stati fatti tutti i passaggi previsti dal protocollo".












