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21 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 18:22

Il centrodestra rincorre Vannacci e infila nel decreto la legittimità della “remigrazione”. Si introduce nell’ordinamento italiano – nel caos di una procedura che dà vita a una norma già morta dovendo fare i conti con i limiti di costituzionalità – la remigrazione. Parola che fino a qualche mese fa era propria del linguaggio dei movimenti europei di estrema destra che evocavano, senza nasconderla, la natura razzista della proposizione.

Remigrare: respingere con le buone oppure deportare con le cattive i clandestini, i migranti senza titolo. La norma è figlia di un doppio pasticcio procedurale in quanto si sa che verrà rimodellata e però non riduce il portato politico di una decisione del governo che tenta di agganciare i voti dell’estrema destra di Vannacci.