(di Paolo Rubino) La bolletta dei costi energetici per le imprese potrebbe salire nel 2026 di 7 miliardi e fino a 21 miliardi, intanto gli effetti dello shock energia già incidono sull'economia italiana: uno scenario "peggiorato".
L'analisi è degli economisti di Confindustria che avvertono: il costo dell'energia può arrivare su "livelli non sostenibili per le nostre imprese".
La chiusura dello stretto di Hormuz è "un problema serio", come rimarca il ministro Gilberto Pichetto Fratin che esclude un ritorno al gas russo "in linea con la valutazione che fa in questo momento l'Unione europea", e indica: "Se il gas supera i 70 euro al megawattora potrebbe rendersi necessario riattivare" le centrali a carbone. "Una diminuzione della sicurezza energetica si traduce in generale in una riduzione dell'attività economica, mentre un aumento non produce risultati positivi corrispondenti nello stesso arco temporale", avverte anche uno studio del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità.
L'allarme del centro studi di Confindustria sull'impatto del conflitto in Iran sull'economia italiana accentua l'attesa per i dati ufficiali, con il primo importante verdetto in tema di conti pubblici per i 27 partner dell'Ue previsto per mercoledì prossimo, il 22 aprile, quando Eurostat divulgherà le stime consolidate su deficit/Pil e debito/Pil per il 2025.





