Roma, 20 apr. (askanews) – Dal 28 febbraio scorso, giorno dell’inizio della guerra di Usa e Israele in Iran, si sono registrati 1.245 attacchi cyber che hanno coinvolto 99 diversi threat actor e 14 paesi. Tra questi, Israele è il paese più bersagliato per numero di attacchi (603), mentre Iran ed Emirati Arabi Uniti registrano la severità media più alta. I settori più colpiti sono Governo/militare/forze dell’ordine, finanza e media. Ma a rischiare dei danni sono potenzialmente le imprese di tutto il mondo, comprese quelle europee ed italiane. Questi – si legge in una nota – alcuni dei dati di Hackmanac, piattaforma che monitora e analizza le minacce informatiche a livello globale, emersi nel corso del webinar “AI, ORA: la nuova partita della geopolitica”, organizzato dall’AI Think Tank di Assintel, l’associazione delle imprese del digitale di Confcommercio.

Sempre secondo i dati di Hackmanac, i Cyber attacchi sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni fino ad arrivare a toccare quota 17.770 nel 2025, segnando un incremento del +113% rispetto all’anno precedente. Un’escalation che non è un fenomeno improvviso: dal 2018 al 2025 il numero di incidenti cyber rilevati è cresciuto di oltre undici volte, con un’accelerazione particolarmente marcata a partire dal 2023 (+184%). Si manifestano attraverso diverse tipologie di attività: azioni pubbliche e dimostrative; operazioni di influenza e manipolazione dell’informazione; attività di cyber spionaggio; operazioni di sabotaggio o disruption, con l’obiettivo di compromettere la continuità operativa di servizi, supply chain e infrastrutture.