“Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso. Sarà coraggioso, perché tu lo sei stata”. Parole stampate su un cartellone, affisso due volte nel giro di un mese ai cancelli dell'ingresso carrabile dell'Unità di pianificazione familiare e Ivg (Interruzione volontaria di gravidanza) dell'ospedale San Paolo di Bari. In calce, la firma: Ora et Labora in difesa della vita.

Fondata nel 2008 dall'infermiere Giorgio Celsi, l'associazione di antiabortisti è presente con 28 gruppi in quasi 50 città italiane e organizza ogni mese veglie di preghiera e testimonianza davanti agli ospedali, generalmente nei giorni in cui vengono praticati gli aborti. Nel corso degli anni ha già affisso cartelloni analoghi davanti ad altri ospedali: alcuni sono stati rimossi in seguito a contestazioni, altri su richiesta delle direzioni sanitarie.

Il primo manifesto è comparso il 20 marzo, il secondo sabato scorso (18 aprile). Secondo alcune ricostruzioni, nei pressi dell'ingresso, al momento dell'affissione, ci sarebbero state anche alcune donne con il volto parzialmente coperto da cappelli e foulard. Versione che però Celsi smentisce categoricamente. "Eravamo lì - spiega - non per fare pressione su nessuno, ma per pregare, come abbiamo sempre fatto".