Pezzi dei servizi segreti (della vecchia gestione), imprese e politica sono al centro dell’indagine sulla “Squadra Fiore“, un gruppo clandestino – di cui facevano parte ex appartenenti alle forze dell’ordine – che avrebbe compiuto attività di dossieraggio. Così lunedì mattina sono scattate perquisizioni, su disposizione della Procura di Roma, da parte dei carabinieri del Ros. Nell’indagine si procede per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy e esercizio abusivo della professione. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni anche per il filone di indagine in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizi segreti.

Indagato l’ex numero 2 del Dis

Secondo quanto trapela, nella Capitale l’attenzione è concentrata sul lavoro dell’ex numero due del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, (con un passato anche nell’Aisi) Giuseppe Del Deo, che ha lasciato l’incarico lo scorso anno. Nell’inchiesta, coordinata da Stefano Pesci, è indagato per peculato. Nel filone che coinvolge Del Deo – quando era all’Aisi, il servizio segreto interno – i pm contestano peculato da cinque milioni di euro. Denaro che, in base all’impianto accusatorio, l’ex 007 affidava con contratti alla società “amica” Sind – che si occupa di sistemi di riconoscimento facciale e biometrici – gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati, anche lui indagato. Nel procedimento è anche indagato Carmine Saladino, ex capo della società Maticmind, per truffa. I due filoni di indagine hanno collegamenti in base ad alcune intercettazioni in cui appartamenti alla Squadra Fiore tirano in ballo Del Deo. Le contestazione riguardano presunti illeciti iniziati nel 2022.