L’aria che si respira tra le vie deserte di Cossombrato è surreale. Un paesino immerso nelle colline dell’Astigiano, circondato da vigne e prati. Proprio in mezzo al verde, Astrit Koni, 59 anni di origine albanese, ha ucciso con una roncola l’ex moglie Drita Mecollari, 57 anni, e il nuovo compagno Gega Bardok, 55enne residente fuori dalla provincia, per poi togliersi la vita gettandosi dal castello in cima al borgo.
«Non preoccuparti di quello che dicono gli altri, vai avanti e fatti i fatti tuoi solo così potrai essere calmo e indipendente», scriveva sul proprio profilo Instagram la donna. Una frase che assume un significato particolare dopo quanto successo. Tra i passanti pochi hanno voglia di commentare. «Siamo tutti troppi sconvolti, conoscevamo Astrit benissimo e mai ci saremmo immaginati che potesse fare qualcosa del genere» racconta una signora con le lacrime agli occhi. «Qui non succede mai nulla. La quiete è stata rotta da questa tragedia» aggiunge un altro passante.
«Arturo», come lo avevano soprannominato a Cossombrato, faceva il giardiniere nel castello, ma lavorava anche per alcuni privati. Da quasi 30 anni viveva nel paese di 500 abitanti. Era venuto in Italia con l’ex moglie, con cui aveva avuto due figlie, dalla quale si era separato pochi anni fa. Una coppia molto conosciuta, sia dalla piccola comunità albanese che dagli altri residenti.











