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In piazza i leader dei movimenti nazionalisti: "Serve un'Europa forte e determinata". Bardella il più atteso: "Vicina la nostra vittoria in Francia". E la star è Latinopoulou

La parola "patrioti" riecheggia in piazza Duomo, a Milano. È la parola più ripetuta, in tutte le lingue. Sul palco della Lega i patrioti europei, gli amici di Matteo Salvini. Tutti uniti da un unico credo: un'Europa più forte, più coraggiosa. Determinata. Un'Europa che non penalizzi i propri cittadini e che non sia serva di nessuno. "Padroni a casa nostra" recita lo slogan ufficiale dell'evento, "senza paura". A Milano c'erano Martin Helme, presidente Ekre, arrivato dall'Estonia; Udo Landbauer, vicegovernatore della Bassa Austria, del Fpö; Tom Van Grieken, presidente Vlaams Belang, proveniente dalle Fiandre; la promettente greca Afroditi Latinopoulou, presidente di Foni Logikis; Geert Wilders, leader del Pvv arrivato dai Paesi Bassi e il francese Jordan Bardella, delfino di Marine Le Pen, presidente del Rassemblement National. È quest'ultimo che ha fatto il discorso più accorato, forse il più atteso. Il giovane Bardella ha parlato del coraggio di Matteo Salvini. Dalla piazza un'ovazione. "Matteo ha preso decisioni quando altri facevano discorsi, quando era ministro dell'Interno ha protetto le frontiere, fermato con coraggio gli sbarchi di migranti clandestini. Per questo è stato attaccato senza sosta dall'estrema sinistra, trascinato davanti ai tribunali e accusato di aver fatto il suo dovere. La sua battaglia è la nostra battaglia, di tutti i popoli europei che rifiutano di cedere di fronte all'immigrazione di massa" ha detto Bardella, tra i commenti unanimi dei leghisti: "Salvini deve tornare al Viminale".