«Un osservatorio sui dinamismi sociali, sulle povertà e dunque sulle necessità e le possibili fonti di solidarietà che ci sono in città». Le parole dell’arcivescovo di Torino Roberto Repole raccontano di un progetto che non vuole lasciare indietro nessuno. Alla Mensa del Sacro Cuore di Gesù, nel cuore di San Salvario, si rinnova un impegno che dura da oltre un secolo. Al 3 di via Brugnone, nei nuovi locali del polo caritativo si siederanno a mangiare centoventi persone, per due turni e sei giorni a settimana.
Tra pasti caldi e percorsi di reinserimento
Ai tavoli si siederanno i bisognosi che, dal primo lunedì di maggio, condivideranno un pasto caldo. E se lo vorranno avranno la possibilità di entrare in un percorso di orientamento lavorativo, con l’obiettivo di andare oltre il semplice aiuto alimentare.
Investimento da due milioni di euro
Monsignor Roberto Repole ieri non ha tagliato soltanto un nastro. Davanti all’ex oratorio della parrocchia del Sacro Cuore ha celebrato una storia, a servizio della città. Che prosegue in locali riqualificati e potenziati dalla Fondazione Sacro Cuore di Gesù. Un investimento da due milioni, con il 15% finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana. Duecentomila sono stati donati da un industriale della componentistica per autocarri, mentre un milione e mezzo arriva da singole donazioni private.






