Che trentaquattro delle opere attribuite a Andy Warhol, Keith Haring e Banksy, esposte per mesi a Reggio Calabria, fossero taroccate, era già saltato fuori qualche mese fa, convincendo l’Accademia di Belle Arti della città a chiudere in fretta e furia la mostra Pop to Street Art: Influences. In realtà – ha scoperto la procura di Reggio Calabria, che sul caso ha messo a lavorarci i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza – almeno 143 sulle 170 esposte erano solo delle croste. Ma ai curatori della mostra, organizzata dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, con il patrocinio della Città metropolitana, hanno fatto guadagnare un sacco di quattrini.

Un orto, un pollaio e il pub una normale vita da Banksy

dal nostro corrispondente Antonello Guerrera

29 Marzo 2026

Solo per quella di Reggio Calabria, ospitata dal 20 luglio 2024 e il 5 gennaio 2025 tra l’Accademia di Belle Arti, la Casa della Cultura Pasquino Crupi e il Museo Archeologico Nazionale, almeno cinquantamila euro, più il ricavato da biglietteria e vendita di gadget, tutti finiti nelle tasche del curatore Jean-Christophe Hubert. Di lui, rimane l’ombra di un sito personale – cancellato in fretta e furia – i social, su cui campeggiano le immagini dell’allestimento della mostra e diversi riferimenti su riviste d’arte italiane e europee, che lo raccontano curatore di esposizioni anche di Picasso e Miró, attivo fra Belgio, Francia e Italia.