SENIGALLIA Un viaggio in Messico terminato in tragedia per un 48enne senigalliese. La morte di Filippo Franceschini ieri ha squarciato la quiete di Senigallia come un colpo improvviso, lasciando senza parole chiunque lo avesse incrociato lungo la spiaggia di velluto o tra le onde che tanto amava sfidare. Si era trasferito da qualche anno a Tenerife.

Sembra che a provocarne il decesso sia stato un malore nel sonno. Le notizie che giungono dal Centro America sono frammentarie: non c'è ancora una data certa per il decesso, anche se i sospetti puntano tutto sugli ultimi giorni della settimana. L’ultimo segnale di vita digitale, quel "visto l’ultima volta" sui social network, risale a giovedì sera, poco dopo le 21. Da quel momento il silenzio. I suoi amici però non lo sentivano da diversi giorni. Sembrerebbe che Filippo si sia spento nel sonno, tradito forse da un malore improvviso che non gli ha lasciato scampo, un’ipotesi che rende ancora più inaccettabile la fine di un uomo nel pieno della vitalità.

La conferma indiretta della tragedia è arrivata ieri mattina, quando la madre si è presentata negli uffici del Commissariato di Senigallia dove aveva richiesto con urgenza un passaporto. Un viaggio disperato e necessario per raggiungere il Messico, avviare le dolorose procedure e sbrigare le pratiche burocratiche per il rimpatrio della salma. La città si è stretta idealmente attorno a lei in un abbraccio silenzioso.