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Nel mirino la funzione che permette di allargare le nostre conversazioni anche ad altri dispositivi

C'è una falla nella app più scaricata del mondo che ne mette a rischio sicurezza e privacy. C'è un bug che Meta potrebbe risolvere con il prossimo aggiornamento ma fino ad allora meglio non lasciare i nostri telefonini in mani non sicure. O rischiamo che le nostre chat di whatsapp finiscano in un altro telefono a nostra insaputa.

"Ci vogliono meno di cinque secondi - ci spiega collegato su Meet l'hacker etico Andrea Mavilla, che guida il team sulla cybersicurezza del Canale group, di stanza a Reggio Calabria, per cui sta lavorando - ti faccio vedere come. Ma non descrivere in dettaglio tutta la procedura, altrimenti è un guaio". Tutto ciò che ci chiede è di smanettare sul nostro account, come farebbe un malintenzionato disposto a spiarci a distanza. "Si tratti di un marito o di un fidanzato geloso, di una nostra compagna di banco invidiosa o di un collega d'ufficio che vuole metterci in cattiva luce col capo". Non ci vogliono grandi competenze informatiche, anzi. Ma il meccanismo diabolico consente di creare una sorta di telefonino "specchio" nel quale rimbalzano in tempo reale le stesse notifiche. C'è una funzione nel mirino, quella che consente di allargare ad altri dispositivi - tipo whatsapp web per pc - le nostre conversazioni. C'è chi lo fa scientemente con una procedura che passa da un codice qr da scansionare e il gioco è fatto. Ma è possibile che lo faccia qualcun altro a nostra insaputa? Sì, perché ad oggi non c'è un alert che ci avverta che qualcuno ha installato sul suo dispositivo il nostro whatsapp.