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Claudio Cordova: "Le sue parole gravi, noi sepolti da querele temerarie"
"Le parole di Saviano sono gravi, trovo la sua assoluzione quantomeno singolare. Più di pallottole e attentati sono le minacce bianche, in carta bollata, quelle che rischiano di farci smettere di scrivere di mafia e criminalità". Claudio Cordova è il direttore del Dispaccio, un sito d'informazione che da vent'anni documenta il dominio asfissiante dei boss a Reggio Calabria e dintorni. I suoi libri-inchiesta - il più famoso è Gotha, con la prefazione dell'ex procuratore antimafia Federico Cafiero de Raho - lo rende un bersaglio vivente come Pietro Comito e altri freelance perché racconta come stanno cambiando i clan. Dai pizzini ai post i boss raccattano consensi tra i più giovani, come spiega nel suo ultimo libro Criminalità socializzata. Di querele come Roberto Saviano ne ha una collezione, tutte o quasi temerarie. Molti sono magistrati a cui non è piaciuto il modo in cui sono state raccontate inchieste di 'ndrangheta che li hanno sfiorati. "Mi hanno chiesto in tutto 3 milioni di euro", racconta quando chi chiediamo cosa ne pensa dell'assoluzione dell'autore di Gomorra per la frase "Matteo Salvini ministro della malavita" dopo un suo post su Facebook che ha fatto molto discutere.






