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Studiando i bilanci, ha scoperto un budget più ridotto. Conterà nella scelta del ct
Per Giovanni Malagò è venuto il tempo di completare, velocemente, i compiti a casa. Perché lunedì mattina, a Milano, è atteso alla prova decisiva: Ezio Simonelli ha infatti convocato per quella data l'assemblea della Lega di serie A durante la quale i club dovranno ascoltare e approvare il piano di Malagò integrandolo con le richieste della categoria. Il giorno dopo a Roma è fissato l'altro vertice con Matteo Marani presidente della Lega Pro, orientato sulla candidatura di maggiore appeal rispetto a quella di Abete che tra l'altro non gode del totale appoggio dei comitati regionali (quello lombardo è all'opposizione). Infine mercoledì o giovedì si ritroveranno Malagò con il sindacato calciatori che ha evitato di presentare un proprio candidato e non solo perché scottato dalle precedenti esperienze deludenti. Sembra infatti che le risposte ottenute a un paio di sondaggi effettuati siano state grazie non sono interessato. Nel frattempo, studiando carte, impegni e bilancio futuro, Giovanni Malagò ha scoperto un'altra difficoltà sistemata lungo la strada della sua eventuale presidenza federale: il budget a disposizione si è sensibilmente ridotto. E questo per effetto del mancato mondiale che - secondo taluni calcoli - potrebbe costare tra i 25 e i 30 milioni di euro in meno causa il mancato incasso della quota Fifa e improbabile rinnovo di qualche sponsor.






