Le intercettazioni tra l’ex magistrato Gioacchino Natoli e il senatore M5S Roberto Scarpinato sono solo l’ultima grana per Giuseppe Conte. Il leader pentastellato stava vivendo un momento d’oro tra il tour di presentazione del suo libro e la possibilità, sempre più concreta, di poter guidare il campo largo nella sfida a Meloni del 2027. Solo che prima è arrivata la testimonianza del rappresentante di Jc Electronics, Dario Bianchi, durante un’audizione in commissione Covid. L’imprenditore ha raccontato di essere stato avvicinato dall’avvocato Luca Di Donna che, in cambio di una mediazione con il commissario dell’epoca Arcuri, gli avrebbe chiesto una percentuale sui contratti di fornitura delle mascherine che sarebbe riuscito ad accaparrarsi. Un racconto molto simile a quello fatto da un altro imprenditore, Giovanni Buini. Il proprietario della Ares Safety Srl ha riferito che due legali Luca Di Donna e Gianluca Esposito, che avrebbero avuto collegamenti con Conte, avrebbero chiesto una «stecca» da 60 milioni di euro se fossero riusciti a chiudere una partita da 160 milioni di mascherine da vendere allo Stato italiano.
M5S, dopo l'affaire delle mascherine arriva il caso dell'Antimafia. Non c'è pace per il Conte furioso
Le intercettazioni tra l’ex magistrato Gioacchino Natoli e il senatore M5S Roberto Scarpinato sono solo l’ultima grana per Giuseppe Conte....







