Nelle ultime settimane, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha intensificato le critiche nei confronti della Nato e in particolare dei suoi membri europei, che hanno declinato l’invito a unirsi al conflitto in Iran, a partecipare a missioni navali per sbloccare lo Stretto Hormuz e a far utilizzare agli americani i propri cieli e le proprie basi militari per operare. «Siamo sempre stati presenti, Ucraina compresa. L’Ucraina non era un nostro problema. Era una prova, e noi eravamo lì per loro, e lo saremmo sempre stati. Loro non erano lì per noi», ha detto Trump in un’intervista al Telegraph di due settimane fa, minacciando di uscire dall’organizzazione internazionale fondata nel 1949. «Sto considerando seriamente il ritiro dalla Nato» ha affermato Trump, definendo l’Alleanza atlantica una «tigre di carta». Durante un discorso a Miami, pochi giorni dopo, ha ribadito il concetto: «Spendiamo centinaia di miliardi di dollari all’anno per la Nato, e siamo sempre stati lì per loro, ma oggi, alla luce delle loro azioni, suppongo che non dobbiamo più esserlo».
La decisione di un ritiro americano dalla Nato, che provocherebbe un terremoto sul piano geopolitico, non è ancora stata presa dall’inquilino della Casa Bianca, ma gli europei la ritengono sufficientemente credibile per cominciare a trarne le conseguenze. E a costruire una nuova architettura per una «Nato europea», come rivelato mercoledì dal Wall Street Journal. «L’Alleanza sarà guidata maggiormente dall’Europa», ha dichiarato di recente il segretario generale della Nato, l’olandese Mark Rutte. Il Wall Street Journal precisa che al momento i piani, concepiti per la prima volta l’anno scorso, stanno procedendo «informalmente» attraverso discussioni non ufficiali e incontri a cena che non intendono rivaleggiare con l’attuale Alleanza.








