I dettagli dell’informativa, allegata agli atti dell’inchiesta sulla fusione Amt-Atp, sull’ipotesi di falso formulata dalla Guardia di finanza nei confronti dell’ex sindaco metropolitano Marco Bucci e di 17 ex consiglieri
Le corriere con ancora i colori aziendali di Atp (foto Flash)
Genova – «Questi due milioni non vanno a favore di Amt, lo sapete tutti, vanno poi in Atp, soltanto che devono andare da Amt, se no non possono andare ad Atp».
A dirlo, con un’enfasi che i finanzieri mettono nero su bianco trascrivendo la registrazione della seduta, è Marco Bucci. È il 7 novembre del 2018 e l’attuale presidente della Regione è sindaco della Città metropolitana (nonché primo cittadino di Genova). Bucci parla nell’adunanza del consiglio metropolitano e, anche da quelle parole, per i finanzieri si comprende quale fosse la reale destinazione di quei 2 milioni di euro. I quali, formalmente, con due delibere l’ex Provincia avrebbe assegnato ad Amt per rinnovare il suo parco mezzi. Ma che in realtà, sostengono gli inquirenti, sarebbero stati utilizzati per pagare un debito di Atp, società che all’epoca gestiva il trasporto extra urbano: aveva infatti acquistato nuovi pullman Iveco, senza riuscire ancora a saldare il pagamento.







