Diciotto condanne hanno chiuso a Torino, il processo di primo grado nato dai disordini avvenuti durante il corteo in solidarietà ad Alfredo Cospito il 4 marzo 2023, che in quel periodo stava sostenendo uno sciopero della fame per protestare contro il regime di 41 bis cui era sottoposto in carcere.

Fionde, bastoni, razzi e maschere antigas: l’arsenale degli anarchici nell’ex Lavatoio sgomberato dalla polizia

redazione Repubblica Torino

09 Luglio 2024

La sentenza, letta dalla presidente Elisabetta Chinaglia, ha escluso l'ipotesi più grave di devastazione e saccheggio, derubricando i fatti in reati di danneggiamento aggravato e imbrattamento. Nonostante questo "sconto" sulla qualificazione del fatto, le condanne sono state pesanti per il nucleo centrale dei manifestanti fino a 5 anni e 6 mesi di carcere. I giudici hanno riconosciuto, come sosteneva il pm Paolo Scafi, il concorso degli imputati nella "minaccia a pubblico ufficiale", cosa che a giudizio della procura dimostra come i danneggiamenti furono preorganizzati.