In streaming su Netflix la nuova stagione della serie che racconta la banalità del male, dopo il grande successo della prima: di che cosa parla, senza spoiler
Una scena della stagione 2 di Beef, in streaming su Netflix (Courtesy of Netflix © 2026)
Genova - Che cos’è che funziona nel mondo dello streaming? Le produzioni coreane, le serie e i film che cavalcano la hallyu (cos’è?) e che fanno conoscere la cultura orientale al pubblico occidentale. Non deve quindi sorprendere che la seconda stagione di Beef, disponibile dal 16 aprile su Netflix anche in Italia, spinga ancora di più su questo incrocio fra Oriente e Occidente, non solo mantenendo Lee Sung Jin nel ruolo di ideatore e regista di alcuni episodi, ma anche portando fisicamente il cast sino a Seul. Cast in cui la quota sudcoreana è ancora più presente ed evidente.
È un mix molto ben riuscito e che funziona, tanto che abbiamo trovato questa stagione più gradevole della prima, che pure fu fra i principali successi di Netflix nel 2023: è composta da 8 puntate di lunghezza molto variabile (da 30 minuti a quasi un’ora), che abbiamo visto in anteprima e qui raccontiamo, ovviamente senza spoiler.
Da sinistra, Charles Melton e Cailee Spaeny in una scena della stagione 2 di Beef (Courtesy of Netflix © 2026)







