CHIOGGIA (VENEZIA) - Il gesto resta senza movente, tanto più che anche davanti al giudice è stato ribadito come vittima e aggressore non si conoscessero. Ma, stando alla perizia del dottor Alberto Castagna, Andrea Tiozzo Simosetta è comunque perfettamente capace di intendere e di volere: e infatti il 1 settembre, quando ha colpito con 16 fendenti la 33enne tedesca Monika Grimm, il giovane si è mosso evitando le telecamere e ha preso di mira quella che pareva essere il bersaglio più facile - una donna che sembrava poter opporre scarsa resistenza - insomma le sue azioni risultavano tutte guidate da una loro chiara logica, non atti inconsulti e casuali.
Le conclusioni dell'incidente probatorio sul 24enne di Chioggia sconfessano quindi il racconto dei famigliari di Tiozzo, che all'indomani del suo arresto avevano insistito sul fatto che non fosse quasi in grado di muoversi in autonomia, che si limitasse a fare pochi metri attorno a casa e che trascorresse le sue giornate in giardino e in camera, a pregare; l'esito dell'esame medico appare anche in evidente contrasto con quanto evidenziato nei mesi passati dall'avvocato difensore Pietro Someda, che aveva portato davanti alla giudice per le indagini preliminari Lea Acampora tutta la documentazione sanitaria del suo cliente: numerosi i ricoveri con doppia diagnosi, per tossicodipendenza e per debolezza psichiatrica, tanto che in più occasioni il giovane si era ritrovato ospite delle strutture di aiuto presenti nel territorio. Adesso le carte sono state rimandate sulla scrivania del pubblico ministero Laura Cameli, per la chiusura delle indagini, mentre il legale di Tiozzo si prepara a contestare la perizia.






